Lavoro precario ? Ecco come cavalcare l’incertezza del posto fisso in 4 semplici step

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C’era una volta (tanto tempo fa…) il lavoro con il “posto fisso”. Allora le cose funzionavano così: sceglievi uno specifico indirizzo per la tua scuola superiore e questo bastava a scrivere il tuo futuro lavorativo; entravi in azienda finiti gli studi, magari quella in cui lavorava tuo padre o tuo zio, e arrivavi alla pensione avendo conosciuto solo quella realtà, potendo costruire la tua casa e la tua famiglia.

Poi, come avrai avuto modo di constatare, la crisi del 2008 ha cambiato le regole del gioco definitivamente!
Quello è un vecchio film, oggi più che mai è evidente un altro fattore: l’incertezza.

In questa nuova cornice le più grandi abilità di una persona diventano:

  • cavalcare l’insicurezza
  • gestire il cambiamento
  • fare le scelte giuste

A proposito di scelte giuste, se ancora non lo avessi fatto, ti consiglio di dare un’occhiata a questo breve video in cui la mia collega dott.ssa Daria Sessa, Trainer e Life Coach, ed esperta di sviluppo personale, rivela un metodo scientificamente provato per prendere sempre la decisione migliore in ogni situazione.

Ma torniamo a noi e al tema ” lavoro precario “….

Hai mai sentito la frase: “Oggigiorno il lavoro bisogna inventarselo” ?

E’ esattamente ciò che gli imprenditori hanno sempre fatto, e ora più che mai, siamo tutti chiamati a fare.

Per poter arrivare a questo, è necessario agire per gradi.
Punto primo, reinventare se stessi.
Occorre un cambio radicale, un netto cambio di prospettiva, ovvero, passare dalla condizione di “dipendente” a quella di  “essere a bordo”.

Cosa significa e come fare? Te lo spiego in 4 passi.

1°- CAMBIA IL TUO FOCUS

Passa dalla ricerca del posto sicuro alla ricerca della personale “occupabilità”, dove per “occupabilità” si intende la costruzione di una serie di competenze da utilizzare in contesti diversi.
Dunque fare della propria crescita personale e dell’investimento nella formazione un MUST, tenendo conto di quella pluralità di fattori che possono incidere sulle chance occupazionali: dalle caratteristiche socio-anagrafiche alle condizioni fisiche e psichiche, dalle conoscenze, capacità e competenze alle caratteristiche dei percorsi di studio e di lavoro, dai carichi familiari ai fattori sociali e culturali, dalla regolazione del lavoro ai comportamenti organizzativi delle imprese.
2. PENSATI IMPRENDITORE DI TE STESSO

L’incertezza del mercato spinge le aziende ad ampliare la propria visione e a diversificare le proprie aree di business e i mercati di riferimento. Per scongiurare un crollo occorre avere più prodotti, avere come mercato di riferimento oltre l’Italia anche l’Estero, rimanere competitivi e qualitativi. Per fare questo l’azienda investe in innovazione, in formazione, ecc…
Prova a pensarti come fossi un’azienda, i tuoi “prodotti” sono ciò che sei, che conosci e che sai fare. Se offri i tuoi prodotti solo ad un cliente (l’azienda per cui lavori) e non ti prendi cura di innovarli, ti assumi il rischio che se il tuo principale cliente non ha più bisogno dei tuoi prodotti tu devi cercarti un altro acquirente. Diventa quindi fondamentale che la tua professionalità sia spendibile all’interno di un’altra realtà, cioè essere appetibile per un nuovo acquirente.
Renditi appetibile dunque, è in tuo potere.
3. SENTITI DI “ESSERE A BORDO”

Vedi il tuo percorso professionale in azienda come un viaggio in cui tu sei attore attivo nel costruire e mantenere un progetto di fiducia e crescita comune.
Le tue abilità, le conoscenze, gli attributi personali e la capacità di trasmettere in modo efficace ciò che conosci e sai fare contribuiscono alla tua “occupabilità”. Finchè ciò che sei, sai fare e conosci combacia con il progetto aziendale, sei a bordo, ma quando questo match non è più possibile hai sempre la possibilità di salire a bordo di un’altra realtà.
Ti basta avere fiducia in te stesso, umiltà, voglia di imparare, apertura mentale, visione e disponibilità a considerare contesti diversi, anche esteri.
4. SII FLESSIBILE E FATTI LE DOMANDE GIUSTE

Che in questo momento tu stia lavorando con amarezza all’interno di un’azienda che non ti piace, o che cerchi lavoro, è importante che tu ponga a te stesso questa serie di domande:
  • ho una visione del mio percorso professionale?
  • so presentare le mie abilità, conoscenze e competenze?
  • conosco i miei punti di forza e di debolezza?
  • conosco il modo in cui mi piace lavorare?
  • so lavorare in gruppo e impegnarmi in un compito per raggiungere un obiettivo?
  • gestisco bene il mio tempo?
  • sono in grado di riflettere, valutare e migliorare ciò che faccio?
  • sto investendo nella mia formazione?
  • quali altre competenze ed esperienze ho bisogno di costruire?
  • costruisco rapporti basati sulla fiducia e ho fiducia in me stesso?
  • riesco a capire quali opportunità sono disponibili e ad accedervi?
Prova a vedere questo contesto come l’occasione di ricercare dentro di te il vero seme della certezza: la fiducia in te stesso. Lavora quotidianamente dall’interno verso l’esterno, innaffia pazientemente la pianta della tua crescita personale e datti il permesso di centrare la tua vita sulla tua capacità di fare, sul tuo talento, sulla tua natura profonda.
Forse tutto ciò ti potrà sembrare apparentemente inutile e poco risolutivo, ma ti assicuro che se metterai in pratica questi insegnamenti, riuscirai ben presto a trovare una soluzione più che soddisfacente alle tue esigenze professionali.

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