Separazione: da esperienza dolorosa a cambiamento positivo. Ecco come.

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Se ti sei già trovato ad assistere alla separazione di qualcuno che conosci, o ancor più a viverla in prima persona, sicuramente saprai già quanto sia difficile gestire i cambiamenti che questa esperienza comporta.

E’ esattamente ciò che è accaduto a me nel 2001 quando a seguito della mia separazione sono andata a vivere da sola con mio figlio.

Questa mia decisione ha dovuto tener conto di tante cose, con un unico comune denominatore: gestire responsabilmente questo importante cambiamento.
Stavo passando dall’essere su una barca con un team, al ritrovarmi ad essere lo skipper che guida una nuova vela, con un mare in tempesta e tutto da ricostruire.

Ci sono stati dei punti importanti che mi hanno permesso di mantenere una “via” che fosse il più possibile positiva per me, per mio figlio e per suo padre. La vita mi ha insegnato che ogni decisione è collegata alle altre, ogni azione ha una sua conseguenza e ogni esperienza ha un suo “ciclo di vita”: inizia, si sviluppa, arriva a maturità e si trasforma in qualcosa di nuovo.
Hai mai sentito la frase: la parola crisi vuol dire anche opportunità? Ecco, sto parlando proprio di questo.

Interpretare la separazione in modo diverso focalizzandosi sulle possibili opportunità di questa trasformazione.

Cosa si può fare dunque per essere parte attiva nel trasformare in qualcosa di diverso, e comunque positivo, l’esperienza dolorosa della separazione?

Facendo riferimento a quella che è stata la mia esperienza personale, lascia che io condivida con te…

4 step fondamentali per trasformare l’esperienza dolorosa della separazione in un’opportunità di crescita personale.

1°- STABILISCI QUALI DECISIONI/AZIONI ESPRIMONO “CHI SEI” O “VUOI ESSERE”.

Creare le migliori condizioni per la serenità di mio figlio era la prima cosa importante per me. In funzione di questo mi sono chiesta quali fossero, di conseguenza, le cose importanti per lui. Aveva quattro anni quando è accaduto, dunque il mio compito era quello di rendere la ferita che si stava generando meno profonda possibile.
Cosa significa? Immagina di avere tra le mani un foglio di carta, puoi strapparlo con forza oppure usare la forbice e ritagliare degli origami. Scelte così importanti richiedono la responsabilità adulta di “tagliare” dolcemente ridefinendo i confini dell’esperienza, anche se sei immerso nella tempesta di emozioni e di pensieri e se sei interamente coinvolto. Perché è proprio questa la grande opportunità: scegliere “Chi” vuoi Essere, quali parti migliori di te puoi mettere in gioco durante un’esperienza difficile.

In questo imparare a ballare sotto la pioggia, può dunque divenire possibile scegliere di restare vicino al luogo dove è nato tuo figlio, per dargli la possibilità di crescere anche con suo padre.
Può essere importante riconoscere che una realtà che non cambia è che si resta genitori per la vita e una via percorribile è continuare a condividere le scelte educative, scegliendo l’affidamento congiunto.
Può divenire un momento di crescita personale osservare le proprie trappole mentali: i sensi di colpa, gli alibi, i vecchi copioni di comportamento, e imparare a trasformarli costruendo un rapporto diverso con l’altro.

2°- IMPARA LA LEZIONE.

Inutile stabilire chi è il colpevole. In una relazione le disfunzionalità sono alimentate da entrambi. Potevo seguire due vie: rispondere alle provocazioni e alimentare la spirale del conflitto, senza darmi la possibilità di creare un contesto costruttivo; oppure impegnarmi a costruire

con lui una relazionalità nuova, partendo dalle domande:
  • cosa sarei oggi se non ti avessi incontrato?
  • quali aspetti di me ho potuto conoscere attraverso il nostro essere coppia?

Ecco che la prospettiva che si apre è sul proprio percorso evolutivo e sul come l’esperienza di vita condivisa abbia influito nel renderti la persona che sei oggi.

Noi siamo comunque artefici della nostra storia, è nostra responsabilità vigilare sul modo in cui ci relazioniamo con gli altri per costruire consapevolmente la nostra realtà, evitando di cadere nella trappola di considerarci vittime inconsapevoli e responsabili del nostro destino.

3°- RICOMINCIA DA TE.

Scegli di essere felice e non di avere ragione.
Molto spesso rimaniamo attaccati ad una relazione ormai chiusa solo perché continuiamo ad alimentare sentimenti negativi, quali ad esempio la collera che può nascere da tante situazioni, da quelle più “semplici” legate a delle aspettative tradite a quelle più dure legate a maltrattamenti verbali e non.

Ad ogni modo, l’unica cosa concreta è che la tua sofferenza nasce dallo sforzo che compi proprio per “immaginare quei film” attraverso gli occhi della collera.

Ma cosa accadrebbe se il primo passo fosse invece il perdono?
E se iniziassi con il perdonare te stesso per le tue colpe e contemporaneamente perdonare l’altro per le sue?
Come cambierebbe la tua percezione di questo evento?

Pensaci.

Il perdono è uno dei principi fondamentali della legge di attrazione. Saperlo esercitare significa imparare ad ottenere tutto (o quasi!) dalla vita. Ovviamente ciò non significa che non dovrai riconoscere eventuali situazioni oggettive di sofferenza vissute con l’altro (penso a quante donne sono state prigioniere di relazioni violente), ma avere ben presente ciò che è accaduto e decidere di “fare pace” con quelle emozioni che generano sofferenza, liberandoti del rancore e della rabbia di cui potresti essere pervaso.

In questo modo non stai assolvendo le colpe dell’altro, ma stai scegliendo di non rimanere attaccato al pesante fardello emotivo legato all’esperienza dell’altro. In altre parole, stai scegliendo di essere libero.
Se vuoi essere felice parti dal perdono, altrimenti continuerai a nascondere a te stesso la paura di essere felice.

4°- LAVORA SU DI TE – TESTA, CUORE, PANCIA.

Sapere che la ruota della bicicletta è bucata non significa averla riparata. Puoi cercare di mantenerti in equilibrio e continuare a pedalare, ma sarai più lento e rischieresti di cadere in qualsiasi momento.
Pensare solo di affidarsi all’uso della propria ragione per risolvere completamente il problema, significa esattamente cercare di viaggiare su una bici con una sola ruota. La mente serve per non dimenticare di pagare le bollette. Lascia che resti il contabile e ringraziala per questo aiuto.

Per fluire, la vita ha bisogno che tu sia capace di stare in perfetto equilibrio nel flusso di energia. Il controllo è una sciocca illusione e il corpo con i suoi cambiamenti diviene la porta dell’anima. Impara ad ascoltare il tuo corpo, stando nel tuo “centro”, nella tua “frequenza di casa” e da lì realizza il tuo progetto di vita.

Come? Prima di compiere qualsiasi passo, qualsiasi azione, immagina di averla già compiuta. Ascolta bene tutte le sensazioni di quel momento e poi fatti queste domande:

  • se compirò questa azione mi sentirò a mio agio?
  • sarò interessato e coinvolto, oppure distaccato rispetto a questa cosa?
  • se dovessi scegliere di restare, lo farei spontaneamente?

Lascia fluire le risposte, prendi nota e poi segui ciò che il tuo cuore e il tuo corpo hanno scelto. Solo così puoi decidere di sentirti bene.
Imparare a stare nella propria “singletudine” significa imparare innanzitutto a dire sì a se stessi. Perché la realtà è che se anche l’altro non è più al tuo fianco, tu sei rimasto…. E questo è un ottimo inizio!

Lo sport, la meditazione, lo yoga, una passeggiata o qualsiasi attività che ti porti a contatto con il tuo corpo e la natura ti permette di re-imparare a sentire quando sei nello spazio del “sì a te stesso”.

Se l’ho fatto io, puoi farlo anche tu!

 

Ciò che hai appena letto, è frutto della mia esperienza personale e ha permesso a me di affrontare e superare al meglio uno dei cambiamenti più importanti della mia vita. Oggi ho deciso di condividere con te questa lezione. Se anche tu pensi che possa essere di aiuto agli altri, o semplicemente ti è piaciuto quello che hai letto, condividilo pure con i tuoi amici e i tuoi conoscenti attraverso le apposite icone di sharing.
…E ovviamente non dimenticare di lasciare un tuo commento qui sotto.

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