Voglia di vivere. Come ritrovarla in 4 semplici passi

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Tempo di lettura stimato: 3 minuti e 18 secondi
Quante volte nella tua vita ti è capitato di vivere periodi di totale apatia?

Hai mai provato quella sensazione di sconforto e pessimismo, in cui ti svegli al mattino del tutto demotivato e arrivi a fine giornata completamente esausto come se avessi trascinato un macigno per tutto il giorno?

Se è proprio quello che ti sta accadendo in questo periodo, allora è molto probabile che i tuoi livelli di energia siano completamente a terra.
In tal caso, questo esercizio energizzante, ti aiuterà a recuperare gran parte della tua vitalità (almeno per una giornata). Fanne buon uso…

Ok, tornando all’apatia, posso dirti che è una sensazione che conosco bene, sembra di “ballare il tip tap in una pozzanghera piena di melma!“.

Ma la cosa più assurda che ho scoperto (sulla mia pelle) è che a prescindere da ciò che accade all’esterno – fine di una relazione, difficoltà economiche, problemi personali – siamo noi stessi che decidiamo se e per quanto tempo vivere in uno stato di sfiducia verso la vita.

So che sembra assurdo, eppure è così.

Infatti, allo stesso modo in cui decidi come vestirti per andare a ballare, dove andare e con chi, così anche rimanere a ballare il tip tap nella pozzanghera è una tua scelta.

In psicologia si chiama “ritorno secondario del sintomo”: significa che ogni malessere ha il suo risvolto sociale, il suo richiamo all’attenzione da parte degli altri.
In altre parole è come una trappola mentale che fa si che nel nostro inconscio decidiamo di ritrovarci in queste situazioni proprio per ricevere le cure e la considerazione di chi ci sta vicino.

Per fortuna esiste un modo semplice ed efficace per sfuggire a questa insidia…

Ecco 4 step fondamentali per ritrovare la voglia di vivere

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1°- FATTI LE DOMANDE GIUSTE.

Dunque il primo passo, consiste nel capire davvero cosa stai guadagnando dal “ballare nella pozzanghera”. E l’unico modo per scoprirlo sono le domande che fai a te stesso.
Quindi, imparare a farsi le domande giuste (e rispondere onestamente) è il primo step.
Perciò, comincia col chiederti:

  • quali vantaggi sto ottenendo da questa situazione di stallo?
  • quali attenzioni differenti sto ricevendo?

Poiché l’effetto secondario di questa trappola mentale è la dipendenza, la domanda successiva da porsi è:

  • voglio davvero trascorrere tutta la mia vita così? O desidero cambiare ballo?

Decidere di riprenderti la responsabilità di vivere è inizialmente un atto di volontà… e puoi decidere di farlo adesso!

2°- FAI QUELLO CHE TI PIACE.

Il secondo passo é ricominciare a fare ciò che ti fa stare bene, te lo ricorderai sicuramente. Si tratta di aprire il “cassetto delle caramelle”, quello in cui puoi trovare le tue coccole preferite: una cena con le amiche o con gli amici, un abbraccio, un bagno profumato, il tuo cibo preferito, il calore del sole sul viso, l’odore dell’erba appena tagliata,

passeggiare tra il silenzio degli alberi, le urla felici dei bambini, l’odore delle brioches appena sfornate, una tazza di cioccolata, accorgersi di piacere a qualcuno, osservare un artigiano che lavora, un bicchiere di birra, cucinare per qualcuno, girare a casaccio per le strade spiando le vetrine, le ostriche a Capodanno, i sonnellini all’ombra, le chiacchiere al telefono, ridere a crepapelle, le vacanze, il teatro, il cinema, i concerti, le mostre d’arte, la tua musica preferita, il giardinaggio, l’ozio, le parole crociate, il tuo sport, l’amicizia, il riposo, l’amore…
Insomma…. Puoi allungare l’elenco con tantissime altre caramelle! Fallo senza giudizio, ma con consapevolezza.

3°- CONSAPEVOLEZZA E TEMPISMO.

Il terzo passo è sapere che la “pozzanghera delle schifezze” è sempre lì in attesa che tu ci salti dentro, sempre pronta ad accoglierti non appena dall’esterno accadrà qualcosa che ti farà venire voglia di buttartici di nuovo.
Quando dicono “il tempo guarisce le ferite” per me il senso é: il tempismo è tutto.
Se impari ad uscire dalla pozzanghera nel più breve tempo possibile, allora la ferita resterà aperta solo per poco, giusto il tempo in cui ti dai il permesso di fare due passi di tip tap, pulirti le scarpe, pulirti dal fango e scegliere una nuova danza. Si tratta di fare una scelta, quella di amare te stesso.

4°- SII GRATO.

Il quarto e ultimo passo, che resta quello fondamentale, è chiederti:
  • cosa accadrebbe se la tua mente anziché essere piena di paura e rabbia diventasse un contenitore di benedizioni?

Come cambierebbe la tua vita se di fronte alle dure esperienze, alla sofferenza, e ai fallimenti tu dicessi a te stesso:

“Benedico questo momento, anche se riconosco essere difficile per me, perché so che ha un senso per l’evoluzione della mia anima, anche se ora non comprendo, e le emozioni che sento sono negative. Tuttavia so anche che mentre la sofferenza scava, la gioia riempie.

Sentiti grato e ridi, a prescindere!

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